Caro Beppe,
ecco il «Decalogo del giornalista politico» scritto insieme martedì, durante la tua sesta e ultima lezione alla scuola Walter Tobagi dell'Università degli Studi di Milano/Ifg. Le altre cinque lezioni - ricordiamolo - erano su l'intervista (nov), il commento (dic), il reportage (gen), il blog (feb) e il giornalismo sportivo (marzo). Grazie di tutto e ad maiora.
1. REGOLA DI ARLECCHINO: Evita i servilismi
2. REGOLA DI FENOGLIO: Se sei partigiano, dichiaralo
3. REGOLA DI CONFUCIO: Onestà mentale non vuol dire par condicio
4. REGOLA DI VOLTAIRE: Rispetta le opinioni altrui
5. REGOLA DI MOUNTAIN VIEW: Cerca di essere informato sull'argomento
6. REGOLA DEL SAHARA: Non abbeverarti a una sola fonte
7. REGOLA DELL'ASINO: Per ogni carota, una bastonatina
8. REGOLA ANATOMICA: Orecchio per le confidenze, occhio alla confidenza, fiuto per le persone. E la lingua serve per parlare
9. REGOLA DI MERCURIO: Ascolta per capire, capisci per interpretare, interpreta per far capire
10. REGOLA DI INDRO: Scrivi per il lettore, parla per l'ascoltatore, mostra allo spettatore
Caro Beppe, la lettera della sig.ra Cinzia Giorgetti del 31 marzo (“La mia lotta con Poste Italiane”), mi ha fatto riflettere su chi, come me, ha, spesso a che fare con le Poste. Vorrei sottolineare come il fare la fila agli sportelli postali sia diventato, da qualche mese a questa parte, il mio incubo peggiore. Prendo il numerino, lettera A per Servizi Finanziari. La lettera A nel mio ufficio postale è la lettera della SFIGA, cioè "potresti e dovresti passare tu perché è il tuo turno, ma non passi perché io ho il conto alle Poste e ho la precedenza". La lettera E è la lettera dei fortunati, coloro che sono felici di non fare fila perché possessori di un conto alle Poste! La lettera E ha la precedenza su tutti... io posso essere in fila da 30 minuti, ma se un cliente arriva e prende il biglietto lettera E, sto pur certa che mi passa davanti. Ho espresso il disappunto di questa terribile pratica e prontamente gli addetti allo sportello mi hanno risposto che la loro pratica è la stessa di alcune banche, GIUSTAMENTE chi ha un conto lì deve avere la precedenza in quanto cliente! Ora: non ho mai sentito nessuna banca che faccia figli e figliastri per possessori di conto o meno, se c’è una fila si deve GIUSTAMENTE rispettare; anche io sono cliente delle Poste, perché certi pagamenti li posso fare solo ed esclusivamente lì, e li pago pure salati (€ 1,10)! Ora se le Poste italiane vogliono dare la precedenza ai titolari di conti ben venga, ma mi diano la possibilità di poter effettuare qualsiasi pagamento (come già si può fare per le bollette Enel e Telecom) nei tabacchini autorizzati. Eviterei file inutili e rissose e soprattutto risparmierei € 0,10 su ogni pagamento da fare! Se vado alle Poste voglio un servizio soddisfacente in quanto cliente, e non sentire l’impiegato che mi vuole rifilare una SIM o esortarmi ad aprire un conto… anche perché magicamente molti Postamat sembrano smagnetizzarsi come niente, e i poveri clienti costretti a sborsare € 5,00 per poterli riattivare!
Caro Beppe, guarda un po' questo memorabile enunciato: "La buona volontà della Presidente Renata Polverini va sicuramente accolta positivamente, ma non si può non chiederLe di voler andare oltre l'aspetto pubblicistico e di sedersi con i cosiddetti "stakeholders" territoriali per affrontare, secondo il concetto di "governance", i nodi cruciali irrisolti: dalla tutela della salute, alla formazione professionale, alla precarizzazione del lavoro, alla sicurezza degli ambienti, ai concorsi pubblici, allo spoil system etc". (Management del Servizio Sociale Università di Roma Tre). Che ne pensi di chi infila quattro belle parolone inglesi ("stakeholders", "governance", spoil system" e naturalmente l'onnipresente "management") in tre righe di testo?
Penso che l'autore andrebbe legato alla cattedra, e accarezzato con pale di fico d'india. Perché è sicuramente un professore, o lo diventerà.
Lega: comportamenti da Roma ladrona
La Lega nord ha ottenuto un discreto successo, nonostante in assoluto abbia ottenuto molti meno voti, quindi lo strombazzato incremento al 12,5% su base nazionale è da riferirsi semplicemente al cospicuo calo dei votanti, lo capiscono anche i bambini dell’asilo, ma gli elettori padani faticano a comprenderlo. La Lega avanza per la capacità di inculcare nella mente slogan facilmente assimilabili, tipo immigrazione, campi nomadi, rom, identità padana, sicurezza e via dicendo, anche se poi non sono seguite dai fatti, infatti l’immigrazione aumenta, gli extracomunitari hanno raggiunto la soglia del 10% della popolazione, le ronde sono rimaste sulla carta, e così via. Mi sia concesso descrivere uno spaccato di vita e commenti dei cittadini comuni, che in gergo vengono definiti popolo bue.
Bossi. Dice sempre che, noi siamo nati per liberare la Padania dall’oppressione romana, il nostro sogno è il federalismo e non certamente le poltrone. Sì va bè, ma come mai Bossi ha inserito d’imperio suo figlio nelle liste regionali del consiglio regionale lombardo mettendolo nel collegio di Brescia, nonostante il figlio risieda a Varese? A Varese non era il luogo adatto per Renzo Bossi, lì era conosciuto come quello che per diplomarsi aveva ripetuto l’esame quattro volte, quindi era meglio imporlo a Brescia dove la Lega è forte ed esegue gli ordini del capo a testa bassa, senza fiatare, per evitare espulsioni. La Lega in queste cose è imbattibile, spiegami allora come mai anche i leghisti occupano poltrone senza ritegno nei consigli di amministrazione pubblici e privati, nonostante continuino a dire che questi comportamenti sono riferibili a Roma ladrona. Ma come sei pignolo e sofisticato, ma insomma, non hai ancora capito che la classe politica grazie alla legge porcata di Calderoli si autonomina, e noi cittadini talvolta inconsapevoli notifichiamo semplicemente le scelte imposte dai capipartito?
Se non si incomincia a discutere di cose serie, il buio della Repubblica sarà sempre più devastante. Si parla di intercettazioni, di presidenzialismo, di scarso potere dell'esecutivo... ma i nodi veri quelli non si vogliono affrontare. E' probabile che il Cav. punti ad un depotenziamento degli organi di controllo (Corte Costituzionale, Magistratura, opposizione) per inaugurare una nuova fase di costituzione materiale da imporre a tutti, presidente della repubblica compreso. Ci sta riuscendo con una decretazione d'urgenza inutile, con i numeri del parlamento di cui dispone. Ma tant'è. L'opposizione è sterile e non riesce a convincere il proprio elettorato. Perché non pretende che venga posta in agenda la riforma della legge elettorale? Si parta da questo tassello importante. Oggi non ci sono eletti alla camera ed in senato ma solo nominati. E questo è un vero scandalo. Non è certamente democratico un Paese in cui la classe dirigente viene cooptata non per meriti politici ma servili. Qualcuno provi a dimostrare che non è così. Si fa tanto bla bla su modifiche costituzionali indispensabili (ma a nostro avviso inopportune e pericolose) e non si realizzano le piccole riforme che darebbero impulso ad un miglioramento della convivenza civile che vede su opposte sponde nuovi guelfi e nuovi ghibellini. Queste sono:
legge elettorale modello francese ma a doppio turno
Liste elettorali: dura lex, sed lex
di Laura Confalonieri
Grüß Gott, Beppe! Ho letto la risposta tua e di Napolitano a chi la pensa come il sig. Campani (“Napolitano non doveva firmare l'ultimo garbuglio del governo”, 9 marzo) e come me. Che si potesse far altro, tuttavia, è dimostrato – e, infatti, altro fu fatto per ben due volte nella storia italiana recente. Nel 2001 il Tar fu chiamato a pronunciarsi sull'elezione di Giovanni di Stasi (Ulivo), che per pochi voti aveva superato Michele Iorio, candidato di centrodestra. Forza Italia e alleati osservarono che nelle liste dei Comunisti Italiani e dei Verdi alcune firme non riportavano il tipo di documento (carta d'identità, passaporto, etc) utilizzato per il riconoscimento, ma solo il numero. I giudici del tribunale amministrativo prima, e il Consiglio di Stato poi, accolsero il ricorso, chiudendo in anticipo la legislatura regionale. Si tennero nuove elezioni. Vinse il centrodestra. Il centrosinistra parlò di "sovvertimento del risultato dell'urna", mentre dall'altra sponda si alzarono voci sul "tentativo maldestro di delegittimare la giustizia, o, peggio, di intimidire i giudici". Cinque anni prima, alle politiche di aprile del 1996, allo stesso Iorio, allora candidato dell'Ulivo, fu negata la partecipazione alle elezioni, perchè a presentare la lista fu una persona diversa dal depositario del simbolo. Anche allora, come è accaduto per il Pdl a Roma, fu negata qualsiasi correzione a termini scaduti. Giuste risoluzioni che, allora come oggi, saranno risultate antipatiche a qualcuno e ritenute pericolose da qualcun altro, ma, come si diceva allora (e, se non sbaglio, anche un po' di tempo prima): "Dura lex sed lex". Chi aveva sbagliato ha alla fine pagato, senza "se" e senza "ma". Alla tornata elettorale successiva, credo (e spero), si saranno presentati con tutte le carte in regola. Io, comunque, dopo 14 anni di residenza in Germania, ho avviato le pratiche per ottenere la cittadinanza tedesca. Pfüati aus München,
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