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Vento di mafia


Il business dell'eolico. Il ricco bottino dei fondi pubblici. Nel mirino di faccendieri e imprenditori legati alle cosche. In Sardegna è partito l'assalto all'industria dell'energia pulita di Fabrizio Gatti

La marea nera arriva sulle coste

Emergenza Louisiana, triplicata la macchia di petrolio.
Atteso Obama. Il colosso Bp: non possiamo fare nulla

SCRIVI Pro Publica: "I solventi chimici sono una minaccia per l'ambiente" di ANNA MASERA

IL COMUNE

Il divorzio di Milano dagli alberi di Piano

 Milano rinuncia agli alberi di Piano. Io, Abbado e un sogno che finisce

Progetto costoso, trovino gli sponsor Bucci

VVV Vulcani visti da vicino

In esclusiva per il Sole le foto di Marco Fulle, astrofisico dell'Osservatorio di Trieste, che gira il mondo per fotografare vulcani in attività.  di Marco Magrini

Riprende il traffico aereo. Iata: crisi da 1,7 miliardi $


Giornalismo, la ricetta sono i giovani. Luca Sofri scommette sull'informazione gratis
Da oggi a Perugia la rassegna dedicata al mondo dell'informazione. LaStampa.it seguirà in diretta quello che bolle in pentola. Mentre nasce un nuovo quotidiano solo online di ANNA MASERA, FRANCESCO RIGATELLI

Quanto ghiaccio sulla Luna

 
L’esplorazione della Luna attraversa un periodo schizofrenico. Da una parte le ultime missioni spaziali hanno confermato l'esistenza di ghiaccio d'acqua, dall'altra l'amministrazione Obama ha bloccato i finanziamenti per la prevista esplorazione umana del nostro satellite, lasciando però aperta la strada a quella robotica di MARIO DI MARTINO

Frutta e formaggio, la spesa comoda che viaggia sul web

Si risparmiano tempo e denaro, non si rinuncia alla qualità: e-drogheria, l'acquisto di prodotti online. I siti più frequentati di FRANCESCA TARISSI

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Lo strappo di Fini

'L'uomo in grigio' rischia il tutto per tutto e dopo anni passati nei ranghi bersluconiani, si candida a nuovo leader del Paese di Marco Damilano
BLOG 'Scatenerà i cani' di Alessandro Gilioli
LA LETTERA Lo strappo di Fini e i nuovi scenari

Crozza a tutta gag "L'anomalia italiana offre tanti
            spunti"

Crozza a tutta gag. "L'anomalia italiana offre tanti spunti"

Intervista al comico che torna con il suo show su La7. Il coro greco di Bersani per la tragedia della sinistra e la canzone "Quanto c'è di Berlusconi in me" di SILVIA FUMAROLA

Comitati e agenzie da un miliardo di euro, gli enti inutili che nessuno riesce a tagliare

Ci costa un miliardo il paese che vive a gettone. Nel solo 2009 il governo Berlusconi ha salvato 35 istituzioni. Le maggiori resistenze ai tagli vengono dai ministeri e dalle amministrazioni locali. E la cura dimagrante slitta di CARMELO LOPAPA

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L'eurodeputato vola de luxe

Jet privati per andare a Strasburgo al costo di 1.400 euro. Fino allo scorso anno gli europarlamentari preferivano i low cost. Ma adesso sono cambiate le regole dei rimborsi di Giulia Cerino

Io, gay e cattolico Più facile dirlo ai preti che al partito

Nichi Vendola: Amo Pasolini, Testori e Fassbinder e rifiuto la loro visione del senso di colpa Aldo Cazzullo


Italia più calda, lo dicono le Alpi. E serve un piano per le foreste

Il primo Rapporto ufficiale di un centinaio di scienziati italiani: anche nel nostro paese stagioni anticipate, picchi di temperatura mai raggiunti prima. "Alterazioni anche per colpa dell'uomo" di A. CIANCIULLO

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Il virus della cricca

Gestita da Bertolaso con Balducci e Anemone la ristrutturazione dello Spallanzani. Dimenticate le norme anti-sismiche. Eppure lì si conservano anche germi letali di Fabrizio Gatti
Spallanzani ai raggi X | FOTO I segnali del rischio
Cricca Bertolaso, la nuova Tangentopoli


Anonimo benefattore paga la mensa  ai bimbi di Adro e attacca la politica

L'Italia dei ritardi costa 1,8 miliardi l'anno ed è 143esima su 181 Paesi. Come se la burocrazia cancellasse 10.420 posti di lavoro ogni 12 mesi di Sergio RizzoI numeriCommenta


Penne "fantasma": ecco chi scrive le frasi dei big

Al cinema "Ghost writer" di Polanski (foto), si torna a parlare degli "invisibili" che scrivono per i politici. Grazie a loro le frasi celebri che hanno fatto la Storia di Filippo Ceccarelli

Il presidente della Camera: «Non è indispensabile che una riforma sia condivisa». E poi sul modello istituzionale dice: «Non dobbiamo per forza ispirarci a un sistema straniero»

L'ambiente tradito e i sogni di Alice, ecco i vincitori di Repubblica@Scuola

I due articoli scelti questa settimana. Una denuncia su un possibile dissesto ambientale, tra le tante arrivate dai ragazzi per il concorso del premio di Giornalismo di Perugia. E una lettura particolare del romanzo di Carrol di M. FERRARO e Z. SARACINO
Pechino programma una rete di treni superveloci per tutta l'Eurasia che cambierà la politica e l'economia del continente entro il 2025. Dal blog di FRANCESCO SISCI

Nell’Ogliastra i vitigni di un mito che si credeva perduto e che risveglia sapori antichissimi. Alla scoperta dei migliori al mondo con il nuovo libro Il vino degli altri di ANDREA SCANZI

I tribunali bruciano milioni per imbastire i processi, ma non si fanno rimborsare le spese. La denuncia del pm Nordio e dell’avvocato Pisapia in un libro: "Soltanto il 3% delle risorse viene recuperato" di St. Zurlo  

Roia (Csm): "Si mandano in giro atti inutili"


Le famiglie italiane pagano il gasolio domestico +51% rispetto al prezzo medio europeo. Secondo il ministro dello Sviluppo la nostra bolletta ci costa 1.200 euro. Pesano le tasse di Luigi Grassia
 

A terra 5 milioni di persone Compagnie: rivedere i divieti Italia verso la riapertura dei cieli

Italia più calda, lo dicono le Alpi.E serve un piano per le foreste

Il primo Rapporto ufficiale di un centinaio di scienziati italiani: anche nel nostro paese stagioni anticipate, picchi di temperatura mai raggiunti prima. "Alterazioni anche per colpa dell'uomo" di ANTONIO CIANCIULLO
Comuni sostenibili, l'Italia sa essere più verde

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Legambiente fotografa la diffusione e lo sviluppo degli impianti energetici incentrati sulle rinnovabili. Crescita  impressionante. Ottimi auspici. Ma il cammino per trasformarli in realtà è ancora lungo e pieno di insidie di VALERIO GUALERZI / LE MAPPE

Dice «Vergognatevi!»: processata. Condanna beffa nel Paese degli insulti

Sentenza (e appello) da record per le critiche a una giunta leghista. Accade a Treviso, dove esponenti della Lega invocano metodi da SS contro gli immigrati di Gian Antonio  Stella Commenta


La denuncia sulla Cnn da esperti e ambientalisti. E David de Rothschild parte per una crociera su una barca costruita con bottiglie riciclate.

I LUOGHI PIU' INQUINATI DEL MONDO

Un'iperbole per ricordare la capacità distruttiva dell'uomo

Frane, a rischio sette comuni su dieci. "Quattro miliardi per salvare l'Italia"

In 50 anni mezzo milione di smottamenti. I tecnici: troppo cemento e i mutamenti climatici provocano sempre più danni. Il piano dell'associazione nazionale bonifiche di Antonio Cianciullo / Commenta / BLOG BUCCHI

Calabria, Maierato paese fantasma / FOTO
VIDEO - LA MONTAGNA PRECIPITA SULLE CASE


Sulla Terra più siamo e meglio stiamo

La «biodiversità», termine coniato dal biologo americano Edward Wilson, può essere definita come la ricchezza di vita sulla Terra, fatta di milioni di piante, animali e microrganismi, di geni racchiusi nelle singole specie, di ecosistemi complessi, una diversità giunta fino a noi dopo circa cinque miliardi di anni vita del pianeta e cinque grandi eventi di estinzione di massa.


 «Meno caldo nelle case per combattere lo smog» Il ministro: «Case meno calde per ridurre lo smog»

Parla la Prestigiacomo: ora un Piano nazionale di Alessandra ArachiCommenta

La Moratti: «Ma l'aria è migliore»
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Inquinamento, 57 città fuorilegge: Napoli in testa Santucci/Stella

Canada, i pionieri della "green economy": "Sviluppo, posti di lavoro e vita migliore"

La "rivoluzione verde" ormai al centro delle strategie di crescita del Paese. Energie alternative, trasporti a basso impatto. E a Toronto quartieri totalmente "green" di ROSARIA AMATO

Giustizia, arriva la legge ad familiam impedimento anche per i coimputati

Ne discuterà oggi la consulta del Pdl. Obiettivo è lo stop non solo per il premier, ma anche per Pier Silvio e Confalonieri. La preoccupazione dell'Udc, che aveva aperto alla norma: "Se fanno i furbi salta tutto" di LIANA MILELLA
La produzione di bestiame mondiale è responsabile di più gas dell'intero sistema dei trasporti
 
lI consumo di carne raddoppierà entro il 2050, se non varieremo l'alimentazione

La bistecca fa male alla Terra
l'effetto serra ci cambia la dieta

<B>La bistecca fa male alla Terra<br>l'effetto serra ci cambia la dieta</B>
NEW YORK - Un cambiamento epocale nell'uso di una risorsa che si dà per scontata potrebbe essere imminente. No, non si tratta di petrolio, ma di carne. Come il petrolio anche la carne è soggetta a una domanda crescente a mano a mano che le nazioni diventano più ricche e ciò ne fa salire il prezzo. E come il petrolio anche la carne è qualcosa che tutti sono incoraggiati a consumare in quantità minori. La domanda globale di carne si è letteralmente impennata negli ultimi anni, sulla scia di un benessere crescente, alimentata dal proliferare di vaste operazioni di alimentazione forzata di animali d'allevamento. Queste vere e proprie catene di montaggio della carne, che partono dalle fattorie, consumano quantità smisurate di energia, inquinano l'acqua e i pozzi, generano significative quantità di gas serra, e richiedono sempre più montagne di mais, soia e altri cereali, un fatto che ha portato alla distruzione di vaste aree delle foreste pluviali tropicali.

Proprio questa settimana il presidente brasiliano ha annunciato provvedimenti di emergenza per fermare gli incendi controllati e l'abbattimento delle foreste pluviali del Paese per creare nuovi pascoli e aree di coltura. Negli ultimi cinque mesi soltanto, ha fatto sapere il governo, sono andate perse 1.250 miglia quadrate di foreste.

Nel 1961 il fabbisogno complessivo di carne nel mondo era di 71 milioni di tonnellate. Nel 2007 si stima che sia arrivato a 284 milioni di tonnellate. Il consumo pro-capite di carne è più che raddoppiato in questo arco di tempo. Nel mondo in via di sviluppo è cresciuto del doppio, ed è raddoppiato in venti anni. Il consumo mondiale di carne si prevede che sia destinato a raddoppiare entro il 2050.

Produrre carne comporta il consumo di tali e tante risorse che è una vera impresa citarle tutte. Ma si consideri: secondo la Fao, la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, le terre destinate all'allevamento del bestiame costituiscono il 30 per cento delle terre emerse non ricoperte da ghiacci del pianeta. Questa stessa produzione di bestiame è responsabile di un quinto delle emissioni di gas serra della Terra, più di quelle emesse dai trasporti nel loro complesso. Uno studio dello scorso anno dell'Istituto nazionale di scienze dell'allevamento in Giappone ha stimato che ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell'equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l'energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.

Cereali, carne e perfino energia sono collegati tra loro in un rapporto di interdipendenza che potrebbe avere spaventose conseguenze. Benché circa 800 milioni di persone di questo pianeta soffrano la fame o siano affette da malnutrizione, la maggior parte dei raccolti di mais e soia coltivati finiscono a nutrire bestiame, maiali e galline. Ciò avviene malgrado un'implicita inefficienza: per produrre le stesse calorie assimilate tramite il consumo di carni di bestiame allevato e il consumo diretto di cereali occorrono da due a cinque volte più cereali, secondo quanto afferma Rosamond Naylor, docente associato di economia all'università di Stanford. Nel caso di bestiame allevato negli Stati Uniti con cereali questo dato deve essere moltiplicato ancora per dieci. Negli Stati Uniti l'agricoltura praticata per soddisfare la domanda di carne contribuisce, secondo l'Agenzia per la Protezione Ambientale, a circa tre quarti dei problemi di qualità dell'acqua che caratterizzano i fiumi e i corsi d'acqua della nazione.

Considerato poi che lo stomaco delle bestie allevate è fatto per digerire erba e non cereali il bestiame allevato a livello industriale prospera soltanto nel senso che acquista peso rapidamente. Questo regime alimentare ha reso possibile allontanare il bestiame dal suo ambiente naturale e incoraggiare l'efficienza dell'allevamento e della macellazione in serie. È tuttavia una prassi che provoca problemi di salute tali che la somministrazione di antibiotici è da ritenersi usuale, al punto da dar vita a batteri resistenti agli antibiotici.

Questi animali nutriti a cereali contribuiscono oltre tutto a una serie di problemi sanitari tra gli abitanti più benestanti del pianeta, quali malattie cardiache, alcuni tipi di cancro e diabete. La tesi secondo cui la carne fornisce un apporto proteico è giusta, purché le quantità siano limitate. L'esortazione americana quotidiana a consumare carne - del tipo "guai a te se non mangi la bistecca" - è negativa.

Che cosa si può fare? Risposte facili non ce ne sono. Tanto per cominciare occorre una migliore gestione degli sprechi. A ciò contribuirebbe l'abolizione dei sussidi: le Nazioni Unite stimano che questi costituiscono il 31 per cento dei guadagni globali dell'agricoltura. Anche migliori tecniche di allevamento sarebbero utili. Mark W. Rosengrant, direttore della tecnologia ambientale e della produzione presso l'istituto senza fini di lucro International Food Policy Research afferma: "Occorrerebbe investire nell'allevamento e nella gestione del bestiame, per ridurre la filiera necessaria a produrre un livello qualsiasi di carne".

E poi c'è la tecnologia. Israele e Corea sono tra i Paesi che stanno sperimentando tecniche di sfruttamento delle scorie e del letame animale per generare elettricità. Altro suggerimento utile potrebbe essere quello di far ritorno al pascolo. Mentre la domanda interna di carne è ormai uguale ovunque, la produzione industriale di bestiame è cresciuta due volte più rapidamente dei metodi di base di sfruttamento delle terre, secondo quanto risulta alle Nazioni Unite. I prezzi reali di carne bovina, di maiali e pollame si sono mantenuti costanti, forse sono perfino scesi, per 40 anni e più, anche se ora stiamo assistendo a un loro aumento di prezzo. Se i prezzi elevati non costringono a cambiare le abitudini alimentari, forse sarà tutto l'insieme - la combinazione di deforestazione, inquinamento, cambiamento del clima, carestia, malattie cardiache e crudeltà sugli animali - a incoraggiare gradualmente qualcosa di molto semplice: mangiare più vegetali e meno animali.
Nel suo studio del 2006 sull'impatto dei consumi di carne sul pianeta, intitolato "La lunga ombra del bestiame", la Fao dice: "È motivo di ottimismo prendere atto che la domanda di prodotti animali e di servizi ambientali sono in conflitto tra loro ma possono essere riconciliate". Gli americani, in effetti, stanno comprando sempre più prodotti eco-compatibili, scegliendo carni, uova e latticini prodotti con metodi sostenibili. Il numero dei prodotti e dei mercati di questo tipo si è più che raddoppiato negli ultimi 10 anni.

Se gli attuali trend continueranno, invece, la carne diventerà una minaccia più che un'abitudine. Non diventerebbe del tutto insolito consumare carne, ma proprio come i SUV dovranno cedere il passo a vetture ibride, l'epoca dei 220 grammi al giorno di carne sarà giunta alla fine. Forse, dopotutto, non sarà poi così drammatico.
Mark Bittman
(copyright The New York Times)
(Traduzione di Anna Bissanti)

(

Dal 1951 al 2003 le vittime sono state 1.400 e i disastri sono costati 15 miliardi di euro.

Pecoraro Scanio: più fondi, ma restano insufficienti Frane e alluvioni, a rischio il 10% dell'Italia Definita la mappa con le aree d'emergenza: dal Po alla valle dell'Arno fino alle fiumare calabre 

ROMA - Il quarantesimo anniversario dell'alluvione di Firenze costringe l'Italia a fare i conti con la drammatica insicurezza del proprio territorio. In tempi duri per l'economia è bene partire dai contraccolpi finanziari. La catastrofe fiorentina del 4 novembre 1966 costò, tradotte le lire del tempo in moneta comune europea, 500 milioni di euro: il 2,5 per cento del Prodotto interno lordo di allora. Altre cifre: nel 2000 i danni strutturali nell'alluvione del bacino del Po sono stati stimati in 5.700 milioni di euro. Dal 1951 al 2003, per frane e inondazioni, sono partiti 15 miliardi di euro. E oggi, cosa è in pericolo? Quasi il 10 per cento dell'intero territorio nazionale (per la precisione il 9,8) resta «ad alta criticità idrogeologica», quindi minacciato da alluvioni e frane, secondo un recentissimo calcolo del ministero dell'Ambiente. E il 6,8 per cento di quel territorio a rischio ospita città, fabbriche, coltivazioni: economia reale, dunque.
LE EMERGENZE — Il dicastero retto da Alfonso Pecoraro Scanio ha individuato una lista delle emergenze da affrontare nel nuovo secolo: la valle dell'Arno, il corso del Po, il bacino del Tevere, gran parte dell'area campana ma soprattutto Salerno, Napoli e Ariano Irpino. E le fiumare calabre, che esondano spesso trascinando verso il mare i rifiuti male interrati nelle discariche illegali. Una mole di veleni. Danno dopo danno. Il costo del tutto virtuale della messa in sicurezza del territorio nazionale (la valutazione non è nuova) sarebbe di 40 miliardi di euro: 27 per il Centro- Nord, il resto al Sud. Si tratta di opere importanti: per esempio la realizzazione di casse di espansione (terreni non abitati e quindi alluvionabili senza conseguenze in caso di emergenza) lungo il Po. Lo stesso sistema che salverebbe l'Arno.
VENT'ANNI DI TRAGEDIE — In vent'anni di alluvioni e di dissesti, tra il 1980 e il 2000, centomila italiani sono stati direttamente coinvolti dai disastri: rimasti senza casa o senza lavoro, per il danneggiamento di una fabbrica o di un terreno coltivato. Oppure colpiti da un lutto familiare: i morti in un'alluvione o in una frana, dal 1951 al 2003, sono stati 1.400. E veniamo ai fondi. Spiega il ministro Pecoraro Scanio: «L'unica volta in cui i Verdi minacciarono di non votare per il governo fu sotto la Finanziaria quando scoprimmo che il ministro Padoa- Schioppa aveva previsto ricchi zero euro per la difesa del territorio nel 2007 e nel 2008. Non ci sarebbe stata discussione, non avremmo votato la legge...». La protesta, spiega il ministro, ha prodotto il suo frutto: 200 milioni di euro per il 2007, 265 milioni sia per il 2008 che per il 2009. Ammette il ministro: «So bene che i fondi non sono sufficienti ma rappresentano comunque una curva in salita. E siamo riusciti a recuperare, per il 2006 il 10 per cento dei fondi per il ponte sullo stretto: li destineremo alla difesa del territorio in particolare in Calabria e in Sicilia. Non dimentichiamoci che ogni milione di euro investito nella difesa del territorio ne fa risparmiare dieci volte tanti alle nuove generazioni». Pecoraro Scanio ripete uno slogan già usato in campagna elettorale: «La vera grande opera italiana è salvare il territorio. Sarebbe tempo di smettere di piangere i morti per far lavorare i vivi. Evitando accuratamente il pericolo di improvvisi, sospetti eco-business e ricorrendo soprattutto a criteri di ingegneria naturalistica. Costano meno e durano molto di più». E l'Arno? «Le opere su quel bacino costeranno 200 milioni. L'intesa Regione Toscana-ministero dell'Ambiente siglata dall'ex ministro Altero Matteoli si è risolta con la firma di una cambiale in bianco da parte del governo precedente perché i fondi semplicemente non esistevano: chiunque è capace di affrontare così le emergenze. Noi abbiamo cominciato a stanziare una parte della cifra e stiamo studiando il modo migliore per continuare a finanziare l'operazione».
L'OTTO PER MILLE — L'importante, secondo Pecoraro Scanio, è che il ministero riesca ad avere un quadro d'insieme delle risorse economiche disponibili da diverse fonti: l'8 per mille, i fondi strutturali dell'Unione Europea, le regioni, la stessa Protezione civile. Il rischio, dice, è accrescere confusione e sprechi: «Spesso non conosciamo bene nemmeno la qualità e la quantità di pratiche avviate nel settore». E poi il ministro assicura: «Mai più interventi sparsi com'è avvenuto con i 298 milioni di euro della Finanziaria. Ma sostegno a progetti programmati. E recupero di denaro inutilizzato: il Cipe ci dovrà aiutare a recuperare molti milioni ancora impegnati in opere mai realizzate. Dovremo prevedere anche il contributo dei privati: la certezza che un terreno non verrà più alluvionato ne aumenta il valore e i proprietari dovranno contribuire alle spese per trarre questo indubbio vantaggio». Un'ultima osservazione: «La salvaguardia del territorio diventa un obbligo in pieno cambio climatico del Pianeta. Il pericolo di alluvioni aumenta».

Paolo Conti

www.corriere.it

 

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